Allevamenti intensivi e riscaldamento globale

La Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) dichiara che un terzo di tutto il cibo prodotto nel mondo va perso o sprecato: le perdite e gli sprechi alimentari contribuiscono al cambiamento climatico generando quasi l’8% delle emissioni di gas serra annuali a livello globale.

Tratto da greenreport.it
In un mondo dove la fame è tornata a crescere, lo spreco di cibo ha ormai assunto lo status di emergenza globale: secondo i dati evidenziati ieri a Roma dall’Organizzazione Onu per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), circa un terzo di tutto il cibo prodotto per il consumo alimentare in tutto il mondo va perso o sprecato. Paradossalmente le perdite alimentari avvengono principalmente nei paesi in via di sviluppo, dove 821 milioni di persone soffrono ancora di malnutrizione cronica, e hanno ormai pesanti effetti anche in termini di cambiamento climatico.

«Le perdite e gli sprechi alimentari contribuiscono al cambiamento climatico generando quasi l’8% delle emissioni di gas serra annuali a livello globale – spiega il direttore generale della Fao, Qu Dongyu – Non solo sono nocive per l’ambiente, ma anche per i proventi degli agricoltori».

Di fronte a una sfida di questa portata, Qu ha affermato che la cooperazione internazionale e le tecnologie innovative e rispettose del clima sono fondamentali per affrontare le perdite e gli sprechi alimentari a livello globale, che ammontano a oltre 1,3 miliardi di tonnellate all’anno. Un’azione decisa contro lo spreco di cibo permetterebbe infatti di incidere in contemporanea su alcuni dei fronti più scottanti per lo sviluppo sostenibile: povertà e disuguaglianze, cambiamento climatico ma anche packaging sostenibile.

Al proposito Qu osserva che l’inquinamento da plastica, generato in parte dalle attività agricole, è l’altra grande sfida che il mondo deve affrontare oggi. «È necessaria una maggiore attenzione nella gestione dell’uso di materie plastiche nella catena del valore del settore agricolo, in particolare nel confezionamento dei prodotti alimentari e nella catena del freddo – sottolinea il direttore generale – Intendiamo collaborare con tutti i partner per affrontare il problema dell’inquinamento da plastica nel settore agricolo e in quello alimentare».

Chi ha paura del buio ha fatto alcune domande a Dario Caro, Ricercatore alla Aarhus University, Dipartimento di Scienze Ambientali, co-leader dell’area strategica di ricerca “Resource Flows in a Circular Economy” e Membro dell’Advances in Cleaner Production Network, che riporto in questo articolo in toto, rispondendo alla domanda “Quanto incidono gli allevamenti sul riscaldamento globale?

In un post Fridays For Future Italia ha fatto una sintesi riportando diverse fonti riguardo chi sono “i padroni del cibo” e dell’impatto dell’industria alimentare; Repubblica.it sottolinea come sono dieci i signori che controllano da soli più del 70 per cento dei piatti del pianeta. Queste multinazionali gestiscono 500 marchi che entrano nelle nostre case quotidianamente.

L’ALLEVAMENTO INDUSTRIALE È UNO DEI PEGGIORI CRIMINI DELLA STORIA
Consiglio la lettura (bastano 5 minuti) dell’articolo di Youval Noah Harari.

Il sistema alimentare industrializzato consuma più risorse di quante ne rigenera e quindi necessariamente produce dei danni che ricadranno sulle prossime generazioni.
Sulla base di questo, Stefano Liberti è stato intervistato per rispondere a centralissime questioni sul tema alimentare. Condivido l’intero articolo.

Cosa possiamo fare NOI per ridurre il nostro personale impatto sull’ambiente derivato dalla nostra personale alimentazione? Semplice: scegliere cosa mangiare!
In internet trovate veramente tanti consigli e “diete”, il mio suggerimento è quello di sfogliarle e sceglierle voi stessi… ma per semplificarvi la cosa ne riporto due che ho trovato interessanti:  

  1. https://www.focus.it/ambiente/ecologia/alimentazione-antropocene-carne-verdura-lancet-eat?fbclid=IwAR1IMA3M9wrBVDdTe5w7vBFxAU3TMh-fVY07GiqhtG3_iyplIF0rQI5wEjo#.XX55rjsApt4.facebook
  2. https://donna.fanpage.it/la-dieta-universale-per-il-pianeta-il-regime-alimentare-ideale-per-la-salute-e-per-lecologia/

Ti invito a firmare la petizionedi Greenpeace con la quale si chiede all’Unione Europea e al Governo italiano di tagliare i sussidi agli allevamenti intensivi e sostenere aziende agricole che producono con metodi ecologici, perché gli allevamenti intensivi stanno divorando il nostro Pianeta.

Nicola Mura

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