Camminare è una cosa meravigliosa

Anello del lago di Gusana, sentiero sul monte Gonare e visita al Museo Nivola.

Con la fine del confinamento in casa per il contenimento del Coronavirus, sono riprese anche le attività all’aria aperta come trekking e visite guidate in parchi archeologici, musei e istituti culturali.

Oggi per Guide di Contastorie vi racconto l’esperienza di un trekking.

Uscire la mattina presto quando ancora tanti dormono, con lo zaino in spalla, acqua, snack, pranzo e scarpe da trekking: questa è la vita da trekker! La sete di scoprire posti nuovi, conquistarli passo dopo passo, salita dopo salita fino a chiudere il sentiero.

Camminare è una cosa meravigliosa, secondo la mia modesta opinione.

«Camminare è inutile come tutte le attività essenziali. Atto superfluo e gratuito, non porta a niente se non a sé stessi, dopo innumerevoli deviazioni» (David Le Breton, Camminare. Elogio dei sentieri e della lentezza)

Partiti alle 06:30 del mattino, dopo aver atteso il ritardatario di turno, siamo arrivati al punto di partenza nella piazzola di sosta del lago Gusana.

Il lago di Gusana è un bacino artificiale originato tra il 1959 e il 1961 nell’area compresa tra i monti Littederone e Nodu Nos Arcos, in terriorio di Gavoi. Attorno, la vista si perde tra le forme boschive che occupano gran parte dei versanti montuosi formati da lecci, roverelle e pioppi.

La spettacolarità del luogo è data da diversi fattori, uno su tutti la presenza di animali, principalmente bovini, che si godono le giornate pascolando lungo le rive del lago. Il sentiero prosegue lasciando alle spalle lo sbarramento per risalire una valle che ci porta a uno dei fiumi che alimenta il bacino e che, data la portata, ci ha portato a un attraversamento a piedi nudi per proseguire.

Le sorprese lungo il sentiero non si limitano alla bellezza naturalistica di questo luogo. L’architettura del paesaggio è, come per altre zone dell’isola, un palinsesto storico di grande rilevanza.

Il primo tesoro che incontriamo è un menhir, termine bretone (men e hir) che significa pietrafitta, in sardo pedrasfittas, un monumento megalitico costituito da una grossa pietra infissa verticalmente nel suolo. In Sardegna ce ne sono tantissime, alcune conosciute e altre meno. Tra i parchi con allineamenti di menhir più conosciuti c’è Pranu Mutteddu, a Goni e l’allineamento di Biru ‘e Concas a Sorgono.

Dopo una bella salita, con un dislivello di circa 200m, arriviamo in cima a uno dei rilievi che sovrasta il lago. Qui troviamo i resti di quella fu la civiltà nuragica, con le sue costruzioni a torre semplice o complesse uniche in tutto il Mediterraneo: un nuraghe e ciò che resta del suo villaggio.

Chiuso l’anello, e dopo una pausa pranzo rinvigorente, siamo risaliti in auto per spostarci nel territorio compreso tra i paesi di Sarule e Orani per una visita al Monte Gonare.

Successivamente, la giornata si è conclusa con la visita al Museo Nivola.

Costantino Nivola (1911-1988) è stato un importante artista oranese che ha lavorato per tanto tempo in tutto il mondo. Da giovanissimo lasciò la Sardegna per studiare all’ISIA di Monza e dopo aver conseguito il diploma di grafica pubblicitaria, comincia a lavorare per una delle poche imprese nella storia che si distinse per l’attenzione alla tecnologia e all’innovazione, la cura del design, la presenza internazionale e la sensibilità verso gli aspetti sociali del lavoro. La storia di questo artista, che trascorse gran parte della sua esistenza in America (a partire dal 1939) è legata principalmente ad alcune tematiche che si leggono a chiare lettere attraverso le sue opere: la figura femminile, nello specifico quella della madre, il viaggio e lo sradicamento dalla propria terra, le proprie origini. Il museo, costruito nello spazio dell’antico lavatoio del paese (Su Cantaru), è sviluppato in più ambienti. La collezione custodita è un racconto per immagini e sculture dell’operato di Nivola dagli anni ’40 fino agli ultimi anni di vita: le stampe delle prime grafiche Olivetti, i rilievi in sand casting, le ceramiche, le pitture, le sculture delle madri e dei costruttori. L’arte di Nivola si distingue per una caratteristica ben precisa: non si tratta di un’arte individualista ma piuttosto di un’arte corale, di comunità creata per interagire ed essere parte di uno spazio e dell’ambiente.

Una giornata speciale, quindi, che ci ha permesso di coniugare natura, arte, storia e relax.

Un consiglio, per chiudere questo racconto: affidatevi sempre a guide turistiche ed escursionistiche abilitate alla professione. È importante, sia per la vostra sicurezza (una guida certificata ha una copertura assicurativa) e soprattutto per la qualità del servizio che viene offerto.

D’altronde, nessuno di noi andrebbe a farsi fare una visita cardiologica dal falegname. Oppure no?

Valerio Deidda