Tutto quello che c’è da sapere sugli incendi in Australia

Se ne parla, se n’è parlato e se ne parlerà ancora: gli incendi in Australia hanno attirato le parole (scritte e parlate) di milioni di persone nel mondo.
Si sono dette e scritte sia inesattezze che critiche generalizzate a un sistema che, a causa sia dell’inadeguata risposta del governo australiano sia della scellerata azione umana, ha incenerito gran parte dell’Australia.
L’Australia, colpita da un grave periodo sia di siccità che di incendi ha “visto” morire gran parte della sua flora e fauna.

Per la sua posizione, l’Australia è parte di un continente. Fa parte, infatti, del continente Oceania (detto anche Australia-Oceania). Se l’Australia fosse considerata un’isola, sarebbe tre volte più grande della Groenlandia, l’isola più grande del mondo, cioè praticamente grande come tutta l’Europa.

Sembrano ricadere su moltissimi innocenti le colpe climatiche del governo australiano che, all’ultima conferenza delle parti sul clima – la Cop 21 a Madrid –, ha mostrato di preferire gli interessi del settore fossile a quelli del pianeta, tra l’altro insistendo per poter conteggiare tra i propri impegni climatici i crediti di carbonio maturati dal paese sulla base del Protocollo di Kyoto del 1997 (sulla base degli obiettivi fissati nell’accordo internazionale di Parigi del 2015).

Il 2019 è stato l’annus horribilis per quanto riguarda le fiamme che hanno divorato il regno vegetale e quello animale in Amazzonia, Siberia, Repubblica democratica del Congo e da settembre in Australia, soprattutto nel Nuovo Galles del Sud, lo Stato più colpito insieme a Victoria (Marinella Correggia).
Migliaia di persone si sono rifugiate sulle spiagge del sud-est scappando dalle fiamme che attaccavano le case; aerei militari e navi della Marina sono stati mobilitati per i soccorsi e le evacuazioni.
Hanno fatto il giro del mondo le immagini di pompieri circondati da alberi in fiamme o intenti a portare via in braccio koala ustionati e a porgere biberon a quelli assetati, di canguri che fuggono, di case di legno ridotte in cenere, di parchi nazionali diventati scheletri neri, la conta dei danni non ha sosta. Finora quasi cinque milioni di ettari spazzati via (3,6 nel Nuovo Galles del Sud).
Diciotto le persone morte accertate (tra i vigili del fuoco e gli abitanti), ma sono molti i dispersi in aree irraggiungibili. Villaggi interi annientati, molti altri isolati, 50mila case senza elettricità; sono state evacuate perfino a Sidney e Melbourne 100mila persone da cinque quartieri che erano a rischio incendio.
Il Times ha riferito che, secondo esperti dell’università di Sidney, gli incendi potrebbero aver ucciso direttamente o indirettamente 480 milioni tra mammiferi (tra cui koala, canguri, wombat, opossum), uccelli e rettili. Naturalmente sono ipotesi non verificabili visto che, secondo quanto ha riferito in Parlamento un esperto del Nature Conservation Council, sarà molto difficile trovarne le tracce.

Per conoscere tutto riguardo il tema trattato oggi nella rubrica Ambientiamoci, condivido l’articolo di Giorgio Vacchiano, che ha risposto in modo chiaro a 10 centrali domande spiegando il disastro australiano: La verità sugli incendi in Australia

Nicola Mura

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